|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| :: LA STORIA :: | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Stemma del Comune Patrono: Altezza:
Museo della Calzatura Pinacoteca Civica Vittorio Crivelli
Scheda informativa SEMusei (Rete Museale Civica di Sant’Elpidio a Mare) Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” e Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi” Nome del museo: Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” e Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi” Orario apertura: Biglietto di ingresso: Visite guidate: SI Informazioni e prenotazioni per visite guidate: Come arrivare: Parcheggio: SI Torre Gerosolimitana Nome del museo: Torre gerosolimitana Orari di Apertura dal 1 Marzo 2010 al 31 Dicembre 2010 Biglietto d’ingresso: Visite guidate: SI |
La città di sant’Elpidio a Mare, centro calzaturiero tra i più importanti del “distretto calzaturiero piceno”, si erge sopra un colle tra le valli del fiume Ete e del Tenna, cinta quasi interamente dal circuito murario medioevale. Una lunga e controversa tradizione fa risalire la sua origine a Cluana, antica città romana sul fiume Chienti, ma il nucleo centrale, perfettamente conservato e visibile passeggiando lungo le mura castellane e nei suggestivi vicoli, risale al basso medioevo quando a partire da un primo aggregato urbano, riconosciuto come “castrum Sancti Elpidii”, si genera la città di epoca comunale. Sempre in lotta con i castelli vicini intorno alla metà del XIII sec. Sant’Elpidio costruisce un porto tra i fiumi Tenna e Chienti (nel 1952 il Porto sarà comune autonomo), e diventa tanto importante da entrare in contrasto con le mire espansionistiche e di potere della vicina Fermo, subendo per mano del signore fermano Rinaldo da Monteverde la distruzione della città nel 1377. Dal 1380 incomincia la ricostruzione sul colle del Pieve (posizione riconoscibile attualmente nella piazza centrale di Sant’Elpidio Abate) e la città ricomincia a ricoprire un ruolo di preminenza sul territorio circostante e sotto la protezione del papato e del vescovado di Fermo fino alla dominazione napoleonica: dopo la restaurazione Papa Leone XII innalza il “castello di S. Elpidio” a rango di città. Sant’Elpidio è una città che offre molto al visitatore: oltre ai monumenti ed alle opere d’arte d’inestimabile valore, passeggiando nelle vie del centro storico si respira ancora il fascino di un passato glorioso. Nei dintorni del centro storico di Sant’Elpidio a Mare si può scorgere l’imponente Palazzo Montalto Nannerini, che alla fine del XVI sec. appartenne alla famiglia del cardinal Montalto (papa Sisto V), con annessa la Chiesa del Sacro Cuore, costruita alla fine del XIX sec. a ridosso del palazzo e che conserva al suo interno dipinti di scuola locale. Non distante si erge il magnifico rudere della Chieda della Madonna dei Lumi, ex chiesa di Sant’Agostino vecchio, eretta dagli Agostiniani nel XIII sec. e distrutta a seguito del saccheggio fermano del 1377, di cui rimane solo la facciata e la cappellina settecentesca che conserva il poderoso altare gotico della Sacra Spina, realizzato in pietra d’Istria nel 1371. Lungo la strada che conduce verso Porto Sant’Elpidio si scorge l’ex complesso dei frati minori conventuali con la Chiesa di Santa Maria del Gesù, già nel XIII sec. sede delle monache damianite elpidiensi e riedificata nella seconda metà del Settecento. Il vasto territorio di Sant’Elpidio a Mare che include ben 5 frazioni (Castellano, Cascinare, Casette d’Ete, Cura Mostrapiedi, Luce elettrica) offre numerose testimonianze storico-artistiche tra cui i resti dell’imponente Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti, fondata secondo la leggenda nell’886 d.c. dal cavaliere ascolano Lotario per espiare l’uccisione del padre della sua amata Imelda, che ostacolava il loro amore.:: PRINCIPALI ATTRATTIVE ARTISTICO-CULTURALI :: A Sant' Elpidio a Mare sono rimasti alcuni resti dell'antica cinta muraria con torri e un torrione risalenti al XIII e XIV secolo. La vecchia torre, posta col palazzo del Comune e la collegiata di Sant' Elpidio nella piazza principale, è stata costruita nel XV secolo e porta in lunetta un rilievo romanico dell'XI secolo. Il palazzo sede del Comune custodisce un polittico prezioso con dodici scomparti e un trittico, entrambi opere del Quattrocento. Inoltre vi sono espressioni artistiche del Crivelli. Il palazzo è preceduto da un portico del Cinquecento, attribuito a Pellegrino Tibaldi. La chiesa della Misericordia presenta sulla volta affreschi coevi del XVII secolo, opera del Pomarancio, una serie di stucchi del Seicento nel presbiterio e lavori della stessa epoca di A. Lilli e A. Boscoli. La chiesa di Sant'Agostino riporta tracce romaniche ed è caratterizzata da un pregevole portale del 1505, oltre ad un coro del Settecento, un Crocifisso ligneo del Seicento e una tela cinquecentesca di V. Pagani. La chiesa di San Francesco, ricostruita anch'essa come Sant'Agostino nel XVIII secolo, mostra un Crocifisso in legno del Seicento e un paio di tele pregevoli, firmate da G. Denti e da H.G. Thoman. Nella chiesa di Croce al Chienti, bella costruzione di stile romanico dell'XI secolo, l'esterno è ravvivato da lesene e cornici di archetti pensili. Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” Nel cuore delle Marche, a pochi chilometri dalla costa adriatica, sorge Sant’Elpidio a Mare, uno dei centri più noti della Regione non solo per le sue numerose bellezze monumentali ed artistiche, ma anche per la sua vocazione calzaturiera e l'alta qualità dei prodotti realizzati da famose griffes che rappresentano l’Italian Style nel mondo. Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” La Pinacoteca Civica, inaugurata nel 1998 ed allestita nelle sale dell’ex convento dei Filippini (palazzo dalle forme solide ed austere edificato nel corso del Settecento) espone una ricca collezione di dipinti su tela e su tavola, testimonianze figurative della vita religiosa e della storia cittadina dal XV al XVIII secolo. La collezione, nata dalla concentrazione di numerose opere provenienti da chiese e conventi urbani ed extraurbani a seguito di soppressioni e demaniazioni, ha il suo nucleo centrale nella sala Vittore Crivelli, dove sono sistemate 3 opere del maestro veneto (il polittico dell’Incoronazione della Vergine, il trittico della Visitazione a Santa Elisabetta, la piccola tavola raffigurante il Monaco francescano orante). Arricchiscono il percorso espositivo l’Assunzione della Vergine (1564) di Gerolamo Dente (detto il Tizianello), la Madonna del Rosario di Ernestus de Shaychis, un’Ultima Cena dello sconosciuto Joanne Salamandra, un’Allegoria delle Fede della scuola di Filippo Ricci, la riproduzione del Polittico di Sant’Elpidio di Giacomo di Nicola da Recanati (1430) conservata presso il Museo delle Arti Decorative di Parigi, e numerose opere di scuola locale. Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi” Nel 1998, con la volontà di valorizzare il ricco patrimonio produttivo del luogo e di testimoniare i cambiamenti dell’accessorio calzatura dettati da mode e costumi, viene fondato il Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”, originariamente ospitato presso le strutture espositive di Palazzo Montalto Nannerini ed oggi presso al secondo piano dell’ex convento dei Filippini. Torre gerosolimitana La torre gerosolimitana, o anche detta dei Cavalieri di Malta, si erge sul punto più alto della città con i suoi 28 metri di altezza nella piazza civica di Sant’Elpidio a Mare a lato della Perinsigne Collegiata di Sant’Elpidio Abate. Nonostante la posizione strategica le caratteristiche costruttive (forma quadrangolare con larghezza dei lati costante, ingresso posizionato a livello del terreno, assenza di piani, rampa di ascesa) non ne suggeriscono lo scopo difensivo, tanto da supportare svariate ipotesi sul suo utilizzo e sul simbolismo mistico religioso che cela: infatti, tracciando le diagonali passanti per il centro della pianta si disegna una virtuale croce di Malta, e la grande croce gemmata in pietra bianca inserita nella facciata alludono chiaramente al legame della con l’ordine Gerosolimitano. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
::::::::: Turismo Marche è un prodotto
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||