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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Patrono:
Sant' Elpidio Abate - 2 settembre

Altezza:
251 m.s.l.m.

Museo della Calzatura

Pinacoteca Civica Vittorio Crivelli

 

Scheda informativa SEMusei (Rete Museale Civica di Sant’Elpidio a Mare)

Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” e Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”

Nome del museo: Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” e Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”
Indirizzo e numero civico: Corso Baccio, 31
Cap: 63019
Località (Provincia): Sant’Elpidio a Mare (FM)
Tel / Fax: 0734/859279
Assessorato alla cultura e al turismo: 0734/8196372-373
Ufficio turistico: 0734/8196407
Sistema Museo: 0734/217140
E-mail: sem@sistemamuseo.it; culturaeturismo@santelpidioamare.it 
Sito Internet: www.santelpidioamare.it/turismo

Orario apertura:
Dal 01 Aprile al 31 Maggio
Venerdì: 10.00-12.00 / 16.00-19.00
Sabato: 16.00-19.00
Domenica: 16.00-19.00
Dal 01 Giugno al 30 Settembre
Mercoledì: 16.00-19.30
Giovedì: 16.00-19.30
Venerdì: 10.00-12.00 / 16.00-19.30
Sabato: 16.00-19.30
Domenica: 16.00-19.30
Dal 01 Ottobre al 6 Gennaio 2011
Venerdì: 10.00-12.00 / 16.00-19.00
Sabato: 16.00-19.00
Domenica: 16.00-19.00
Aperto durante le festività.
*Chiusura: chiuso dal 7 gennaio al 31 marzo, 25 dicembre, 1 gennaio.

Biglietto di ingresso:
Intero €  3.00
Ridotto € 1.50
-ragazzi tra i 14 e i 15 anni
-studenti delle scuole superiori accompagnati dai propri insegnanti
-gruppi composti da almeno dieci visitatori
-esibendo il biglietto di rete civica dei Musei di Fermo*
Gratuito
ragazzi fino a 13 anni
adulti sopra i 65 anni
studenti delle scuole elementari e medie accompagnati dai propri insegnanti
studiosi formalmente autorizzati
*i musei di Sant’Elpidio a Mare aderiscono alla RETE MUSEALE del POLO FERMANO: visitando i musei di Sant’Elpidio a Mare sarà possibile acquistare il biglietto di rete civica dei Musei di Fermo a tariffa ridotta

Visite guidate: SI

Informazioni e prenotazioni per visite guidate:
Tel. 0734/859279 – 0734/8196372 – 0734/217140
E-mail:sem@sistemamuseo.it; culturaeturismo@santelpidioamare.it

Come arrivare:           
Auto: da nord, A14 uscita casello autostradale di Civitanova Marche, superstrada per Macerata, uscita Montecosaro, seguire le indicazioni per Sant’Elpidio a Mare. Da sud, A14, uscita casello autostradale di Porto San Giorgio, SS16 in direzione Ancona, a Porto Sant’Elpidio seguire le indicazioni per Sant’Elpidio a Mare.
Treno: stazione consigliata Civitanova Marche, poi collegamento autobus per Sant’Elpidio a Mare.

Parcheggio: SI
(a pagamento nei pressi del museo, gratuito a 300 m. dal museo)
Guardaroba: NO
Caffetteria: NO
Bookshop: SI
Audioguida: NO
Facilitazioni disabili: NO
Attività didattiche: SI
(laboratori e percorsi ludico-didattici, su prenotazione, a pagamento)
Informazioni e prenotazioni per attività didattiche:
Tel. 0734/859279 – 0734/217140 (fax: 0734/215231)
E-mail: sem@sistemamuseo.it; fermo@sistemamuseo.it; culturaeturismo@santelpidioamare.it

Torre Gerosolimitana

Nome del museo: Torre gerosolimitana
Indirizzo e numero civico: Piazza Matteotti
Cap: 63019
Località (Provincia): Sant’Elpidio a Mare (FM)
Tel / Fax:
Ufficio turistico: 0734/8196407
Assessorato alla cultura e al turismo: 0734/8196372-373
E-mail: ufficioturistico@santelpidioamare.it; culturaeturismo@santelpidioamare.it 
Sito Internet: www.santelpidioamare.it/turismo

Orari di Apertura

dal 1 Marzo 2010 al  31 Dicembre 2010
Mercoledì 10:00-13:00
Giovedì 16:00-19:00
Venerdì 10:00-13:00/16:00-19:00
Sabato e Domenica: 16:00-19:00
Mercoledì 23/30 Giugno, 7/14 Luglio: 18:00-24:00
22/23/24 Luglio: 18:00-24:00

Biglietto d’ingresso:
1,00 €

Visite guidate: SI
Informazioni e prenotazioni per visite guidate:
Ufficio turistico
Tel/Fax 0734-8196407/0734-810008
ufficioturistico@santelpidioamare.it

La  città di sant’Elpidio a Mare, centro  calzaturiero  tra  i  più  importanti  del “distretto  calzaturiero  piceno”,  si erge sopra  un  colle  tra  le  valli  del fiume Ete  e  del  Tenna, cinta quasi interamente dal circuito murario medioevale. Una lunga e controversa tradizione fa risalire la sua origine a Cluana, antica città romana sul fiume Chienti, ma il nucleo centrale, perfettamente conservato e visibile passeggiando lungo le mura castellane e nei suggestivi vicoli, risale al basso medioevo quando a partire da un primo aggregato urbano, riconosciuto come “castrum Sancti Elpidii”, si genera la città di epoca comunale. Sempre in lotta con i castelli vicini intorno alla metà del XIII sec. Sant’Elpidio costruisce un porto tra i fiumi Tenna e Chienti (nel 1952 il Porto sarà comune autonomo), e diventa tanto importante da entrare in contrasto con le mire espansionistiche e di potere della vicina Fermo, subendo per mano del signore  fermano Rinaldo da Monteverde la distruzione della città nel 1377. Dal 1380  incomincia  la ricostruzione sul colle del Pieve (posizione riconoscibile attualmente nella piazza centrale di Sant’Elpidio Abate) e la città ricomincia a ricoprire un ruolo di  preminenza  sul  territorio  circostante e sotto la protezione del papato e del vescovado di Fermo fino alla dominazione napoleonica: dopo la restaurazione Papa Leone XII innalza il “castello di S. Elpidio” a rango di città.

Sant’Elpidio è una città che offre molto al visitatore: oltre ai monumenti ed alle opere d’arte d’inestimabile valore, passeggiando nelle vie del centro storico si respira ancora il fascino di un passato glorioso.
La visita al centro storico ha inizio da una delle porte principali del circuito murario di epoca medievale, Porta Romana (ricostruita nel XX sec.), e prosegue lungo Corso Baccio con una prima sosta  al’ex chiesa e convento delle Benedettine, Chiesa di San Giovanni, collocata nel caratteristico angolo cittadino chiamato Cunicchio. Riprendendo la via principale si incontrano imponenti palazzi nobiliari ed il cineteatro Cicconi, opera realizzata nel 1870 da Ireneo Aleandri in stile neoclassico; a poca distanza si trova la chiesa di San Filippo Neri, eretta nel XVIII sec.  e con interno decorato da stucchi policromi ed arricchita dall’organo di Gaetano Callido del 1794, e affianca dall’Oratorio piccolo ed ex convento attributi all’architetto romano Giuseppe Valadier. Attigua al complesso dei Filippini è la Piazza cesare Battisti, ex mercato delle erbe, al cui centro si erge la fontana della Pupa, monumento commemorativo dell’inaugurazione della rete idrica; più avanti lungo il corso si incontra Palazzo Brancadoro Cerquetti, la chiesa di San Francesco, originaria del XIV sec., e la Chiesa di Sant’Agostino Nuovo, parte del complesso conventuale costruito nel XIV sec., con prezioso portale rinascimentale decorato a candelabre. Terminando il corso si arriva in piazza Matteotti che ospita edifici del culto e del potere civile quali il seicentesco Palazzo Comunale nonché la Perinsigne Collegiata,  originaria del XIII sec. e rimaneggiata nel corso dei secoli ed ospita all’interno le tele di Pomarancio, Palma il Giovane, Nicola Monti, un altare ligneo di Scoccianti, un sarcofago di epoca romana e l’organo di Gaetano Callido: inoltre nei locali della sagrestia è ospitato il Museo della Collegiata , di recente istituzione, che espone tele, paramenti sacri ed argenti, tra cui una preziosa croce astile del 1300. Sempre in piazza si trova la basilica lateranense  della Misericordia, chiesa tardo cinquecentesca il cui interno a volta botte è decorato da un ciclo di dipinti murali dedicato alle storie della Vergine e da preziose tele di Andrea Boscoli, Andrea Lilli e di Gerolamo Grisi, nonché dalle preziose cantorie che ospitano gli organi di Pietro Nacchini (1757) e Gaetano Callido (1785). La visita della città può proseguire imboccando i vicoli a lato della piazza, offrendo la possibilità di visitare Porta Canale, porta fortificata di origine medievale e di aspetto rinascimentale.

Nei dintorni del centro storico di Sant’Elpidio a Mare si può scorgere l’imponente Palazzo Montalto Nannerini, che alla fine del XVI sec.  appartenne alla famiglia del cardinal Montalto (papa Sisto V), con annessa la Chiesa del Sacro Cuore, costruita alla fine del XIX sec. a ridosso del palazzo e che conserva al suo interno dipinti di scuola locale. Non distante si erge il magnifico rudere della Chieda della Madonna dei Lumi, ex chiesa di Sant’Agostino vecchio, eretta dagli Agostiniani nel XIII sec. e distrutta a seguito del saccheggio fermano del 1377, di cui rimane solo la facciata e la cappellina settecentesca che conserva il poderoso altare gotico della Sacra Spina, realizzato in pietra d’Istria nel 1371. Lungo la strada che conduce verso Porto Sant’Elpidio si scorge l’ex complesso dei frati minori conventuali con la Chiesa di Santa Maria del Gesù, già nel XIII sec. sede delle monache damianite elpidiensi e riedificata nella seconda metà del Settecento. 

Il vasto territorio di Sant’Elpidio a Mare che include ben 5 frazioni (Castellano, Cascinare, Casette d’Ete, Cura Mostrapiedi, Luce elettrica) offre numerose testimonianze storico-artistiche tra cui i resti dell’imponente Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti, fondata secondo la leggenda nell’886 d.c. dal cavaliere ascolano Lotario per espiare l’uccisione del padre della sua amata Imelda, che ostacolava il loro amore.

:: PRINCIPALI ATTRATTIVE ARTISTICO-CULTURALI ::

A Sant' Elpidio a Mare sono rimasti alcuni resti dell'antica cinta muraria con torri e un torrione risalenti al XIII e XIV secolo. La vecchia torre, posta col palazzo del Comune e la collegiata di Sant' Elpidio nella piazza principale, è stata costruita nel XV secolo e porta in lunetta un rilievo romanico dell'XI secolo. Il palazzo sede del Comune custodisce un polittico prezioso con dodici scomparti e un trittico, entrambi opere del Quattrocento.

Inoltre vi sono espressioni artistiche del Crivelli. Il palazzo è preceduto da un portico del Cinquecento, attribuito a Pellegrino Tibaldi.
La collegiata è stata costruita come imitazione romanica ed è caratterizzata da una fiancata gotica con finestre gotiche del XIV secolo. All'interno, che è stato ristrutturato nel 1885, ci sono un sarcofago romano con un altorilievo del III secolo dopo Cristo, un Crocifisso ligneo di arte toscana del Cinquecento, una tela attribuita a Palma il Giovane e una macchina d'altare in stile barocco.

La chiesa della Misericordia presenta sulla volta affreschi coevi del XVII secolo, opera del Pomarancio, una serie di stucchi del Seicento nel presbiterio e lavori della stessa epoca di A. Lilli e A. Boscoli. La chiesa di Sant'Agostino riporta tracce romaniche ed è caratterizzata da un pregevole portale del 1505, oltre ad un coro del Settecento, un Crocifisso ligneo del Seicento e una tela cinquecentesca di V. Pagani. La chiesa di San Francesco, ricostruita anch'essa come Sant'Agostino nel XVIII secolo, mostra un Crocifisso in legno del Seicento e un paio di tele pregevoli, firmate da G. Denti e da H.G. Thoman.

Nella chiesa di Croce al Chienti, bella costruzione di stile romanico dell'XI secolo, l'esterno è ravvivato da lesene e cornici di archetti pensili.

Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli”
Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”
Corso Baccio, 31

Nel cuore delle Marche, a pochi chilometri dalla costa adriatica, sorge Sant’Elpidio a Mare, uno dei centri più noti della Regione non solo per le sue numerose bellezze monumentali ed artistiche, ma anche per la sua vocazione calzaturiera e l'alta qualità dei prodotti realizzati da famose griffes che rappresentano l’Italian Style nel mondo.
Infatti la città vanta una tradizione storico artistica ed una radicata attività produttiva nella manifattura della calzatura, testimoniate entrambe nella preziosa cornice dell’ex convento dei Filippini (lungo il corso principale della città, corso Baccio) dalla Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli” (in cui sono conservati due importanti polittici dell’artista quattrocentesco Vittore Crivelli oltre ad opere provenienti dalle chiese urbane) e dal Museo della Calzatura intitolato al “Cav. Vincenzo Andolfi” (principale promotore e collezionista dei più importanti pezzi oggi esposti nel museo).

Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli”

La Pinacoteca Civica, inaugurata nel 1998 ed allestita nelle sale dell’ex convento dei Filippini (palazzo dalle forme solide ed austere edificato nel corso del Settecento) espone una ricca collezione di dipinti su tela e su tavola, testimonianze figurative della vita religiosa e della storia cittadina dal XV al XVIII secolo.  La collezione, nata dalla concentrazione di numerose opere provenienti da chiese e conventi urbani ed extraurbani a seguito di soppressioni e demaniazioni, ha il suo nucleo centrale nella sala Vittore Crivelli, dove sono sistemate 3 opere del maestro veneto (il polittico dell’Incoronazione della Vergine, il trittico della Visitazione a Santa Elisabetta, la piccola tavola raffigurante il Monaco francescano orante). Arricchiscono il percorso espositivo l’Assunzione della Vergine (1564) di Gerolamo Dente (detto il Tizianello), la Madonna del Rosario di Ernestus de Shaychis, un’Ultima Cena dello sconosciuto Joanne Salamandra, un’Allegoria delle Fede della scuola di Filippo Ricci, la riproduzione del Polittico di Sant’Elpidio di Giacomo di Nicola da Recanati (1430) conservata presso il Museo delle Arti Decorative di Parigi,  e numerose opere di scuola locale.
Completa la collezione una sezione di grafica attualmente esposta presso le sale del Museo della Calzatura, frutto delle acquisizioni delle biennali organizzate dalla municipalità negli anni passati, a firma di prestigiosi autori quali, Ciarrocchi, Offidani, Pierleoni, Capuzzucca.
Nelle sale della Pinacoteca è ospitata anche una collezione di argenti dei secoli XVII-XX, in parte oggetti liturgici provenienti dalle chiese cittadini e donati dalla Confraternita della Misericordia, in parte arredi e cancelleria proveniente dalle stanze del municipio.

Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”

Nel 1998, con la volontà di valorizzare il ricco patrimonio produttivo del luogo e di testimoniare i cambiamenti dell’accessorio calzatura dettati da mode e costumi, viene fondato il Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”, originariamente ospitato presso le strutture espositive di Palazzo Montalto Nannerini ed oggi presso al secondo piano dell’ex convento dei Filippini.
Il museo conserva ed espone una ricca collezione di scarpe, donate da privati e dalle aziende del settore, insieme a macchinari, forme e strumenti per la lavorazione della calzatura, offrendo al visitatore un quadro sulla storia produttiva della città di Sant’Elpidio a Mare nel contesto territoriale (caratterizzato da una vera e propria vocazione per la manifattura della “scarpa”) e sulla storia del costume.
Il percorso espositivo, organizzato in tre sezioni attraverso le cinque sale del museo, illustra le trasformazioni che hanno subito le calzature, raccontando di quella produzione “materiale”, generata nel tempo dalla manifattura e dall’industria calzaturiera, e di quella “immateriale”, consistente nella conoscenza dei processi produttivi, ossia del “saper fare” scarpe di qualità in una città ed in un territorio in cui un tesoro di conoscenze si è arricchito in attesa di un’esplosione e di una conversione dalla dimensione artigianale a quella di distretto industriale.
come vere opere d'arte, frutto dell'abilità e della maestria degli artigiani locali,
Dalla fedele riproduzione di una bottega artigiana inizia la scoperta di un mondo forse poco conosciuto ma ricco di sorprese, dove la semplicità dei gesti da sempre si accompagna alla creatività e alla sperimentazione. Il percorso prosegue nella prima sezione dedicata alle Calzature di ogni tempo e in  ogni luogo, che documenta l’evoluzione storica della scarpa con esemplari di diverse epoche provenienti da tutte le parti del mondo (dalle riproduzioni di calzari romani, alle preziose calzature in seta da signora dell’Ottocento fino alla zeppe degli anni ’70 del Novecento), e racconta costumi e tradizioni  di popoli “lontani” attraverso le calzature turche, cinesi, indiane etc..
Assai consistente e particolare è la seconda sezione dedicata alle Scarpe dei personaggi famosi, in continua espansione, dove sono esposte le scarpe di Papa Leone XIII, Paolo VI, Papa Giovanni XXIII, Pio XI e Papa Giovanni Paolo II, ma anche di molti campioni dello sport (tra i quali Gino Bartali, Francesco Moser, Giovanni Trapattoni, Valentino Rossi, Marco Tardelli, Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Zidane, Alessandro del Piero, Roberto Baggio, Yuri Chehi, Mario Cipollini, Ronaldo, Christian Vieri), di Premi Nobel come Sir Derek Walcott e Dario Fò, e di tanti altri personaggi della politica e  dello spettacolo, come Giulio Andreotti, Milva, Bobby Solo ed il celebre tenore Beniamino Gigli.
La terza sezione, dedicata all’Industria calzaturiera marchigiana, conserva prototipi e calzature realizzate secondo esclusivi studi stilistici che per il loro carattere innovativo hanno vinto numerosi premi in tutto il mondo.

Torre gerosolimitana
piazza Matteotti

La torre gerosolimitana, o anche detta dei Cavalieri di Malta, si erge sul punto più alto della città con i suoi 28 metri di altezza nella piazza civica di Sant’Elpidio a Mare a lato della Perinsigne Collegiata di Sant’Elpidio Abate. Nonostante la posizione strategica le caratteristiche costruttive (forma quadrangolare con larghezza dei lati costante, ingresso posizionato a livello del terreno, assenza di piani, rampa di ascesa) non ne suggeriscono lo scopo difensivo, tanto da supportare svariate ipotesi sul suo utilizzo e sul simbolismo mistico religioso che cela: infatti, tracciando le diagonali passanti per il centro della pianta si disegna una virtuale croce di Malta,  e la grande croce gemmata in pietra bianca inserita nella facciata alludono chiaramente al legame della con l’ordine Gerosolimitano.
Alla linearità del perimetro esterno ed alla severità dei prospetti (movimentati unicamente da cantonali angolari  e da bassorilievi in pietra) si contrappone un’articolata spazialità dell’interno, scandita dal susseguirsi di archi rampanti addossati alle pareti perimetrali che accompagnano l’ascesa del visitatore verso l’alto.



 

 

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