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:: LA STORIA ::

Mappa Storica di San Ginesio

Centro Storico

Nome antico:

Patrono:
San Ginesio - 25 agosto

Altezza:
690 m.s.l.m.

ORIGINI E CENNI STORICI

Le origini di San Ginesio vanno ricercate nella storia del popolo piceno, per cui la sua precede addirittura gli arbori di Roma, dalla quale venne successivamente conquistato.
Circa le sue origini non si hanno precisi documenti storici, ma dal materiale archeologico rinvenuto nel corso dei secoli come colonne, resti di cimiteri  e tombe, vasellame, utensili, armi e monili, si possono rilevare chiare impronte di civiltà antiche quali quella greca e celtica.
L’origine del nome appare a tutt’oggi oscura e potrebbe derivare sia dal culto della dea Pineta, sia dal culto dell’attore e musico romano Ginesio, convertito al Cristianesimo nel corso dei secoli, mentre parodiava il Santo Battesimo e martirizzato al tempo dell’Imperatore Diocleziano.
Nel corso dei secoli inoltre, San Ginesio ha dato i natali a molti uomini illustri tra i quali ricordiamo Alberico Gentili (1552-1608), giureconsulto di grande ingegno che, esule in Inghilterra, ebbe la cattedra di diritto civile nella celebre Università di Oxford, e venne universalmente riconosciuto come il fondatore del diritto internazionale grazie alla sua opera”De iure belli”.

Sullo sfondo azzurro dei monti Sibillini si erge l'ampio colle che ospita l'antica città di San Ginesio che dai monti azzurri allunga lo sguardo al monte Conero. Tra San Ginesio e la linea azzurra del mare Adriatico si snodano colline e paesaggi tipici della fisionomia della regione marche. La storia di questa terra viene narrata in diversi libri, a partire dal '500 e due fattori accomunano queste narrazioni, l'esaltazione delle peculiarità ambientali e la sottolineatura della vivacità civile. L'amenità del luogo, la feracità delle terre, la purezza delle acque, la salubrità dell'aria si accompagna e si incrocia con la fierezza deicittadini che, spesso, si tramuta da virtù in ribellione. San Ginesio è testimonianza di sacro e profano, di devozione e teatro, di vocazione aristocratica e fierezza popolana. Non è un caso che la città sia intitolata al patrono degli attori, San Ginesio.

PATRIMONIO ARTISTICO

Straordinario anche il patrimonio d'arte conservato nel Museo, attualmente ospitato nell'ex chiesa di San Sebastiano. Vi si conserva infatti un gran numero di dipinti provenienti dalle chiese del territorio comunale, che testimoniano del passaggiodi numerosi pittori marchigiani, come Vincenzo Pagani da Monterubbiano, Stefano Folchetti da SanGinesio (XVI secolo), Simone de Magistris da Caldarola, e Domenico Malpiedi (XVII seco10).
Notevoli però soprattutto sono i dipinti realizzati da artisti forestieri. Il più famoso è la tavola di Nicola da Siena con la cosiddetta Battaglia fra Ginesini e Fermani, che rievoca un epiodio leggendario legato alla storia della città: l'apparizione miracolosa di Sant'Andrea che permise ai ginesini di resistere all'assedio dell'esercito fermano, nel 1377. Ancora misterioso è invece il responsabile dello Sposalizio mistico di Santa Caterina, tavola della fine del XV secolo, riferibile a qualche pittore fiorentino vicino al Ghirlandaio. Altre opere risalenti invece all'8OO e al '900 sono esposte nei locali del Municipio, che occupa l'ex convento di San Francesco. Vi sono infine anche conservati tre sigilli comunali e una raccolta archeologica.
Quest'ultima è composta da reperti di età Picena frutto di ritrovamenti o di scavi eseguiti da A. Gentiloni Silveri nell'ultimo ventennio dell'Ottocento. Di notevoleinteresse un elmo incompleto di tipo corinzio e gli oggetti di ornamento: pettorali, orecchini inambra, pendenti, collane e fibule. Tra il materiale ceramico si segnalano: una coppa su piede, inquadrabile nella produzione italo geometrica, una kilixattica a figure nere, testimonianza dell'inserimento della località nei circuiti commerciali a vasto raggio, una brocchetta monoansata etrusco-corinzia e un kyanthos di impasto buccheroide.

 

 

 

MUSEI

Civico Museo e Pinacoteca

via R. Merelli 14  

II Civico Museo e Pinacoteca, nato alla fine del secolo scorso, si trova dal 1972 nella ex Chiesa di S.Sebastiano

 

Il museo comprende una collezione di dipinti e una piccola sezione archeologica


L'Opedale dei Pellegrini risalente al XIII secolo.

La Collegiata risale al secolo XI: più volte restaurata e rifatta in alcune parti, presenta una facciata romanica nella parte inferiore, gotica in quella superiore.

L'interno è un mosaico di affreschi e di tele di autori illustri. Il Convento di S. Liberato (1274) fu costruito dai signori di Brunforte per custodire il corpo di San Liberato, seguace di San Francesco.

 

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