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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Nome antico:

Patrono:
San Donato - 7 agosto

Altezza:
414 m.s.l.m.


Vista del Paese

COLMURANO

E’ un piccolo centro che sorge in cima ad una collina a metri 414 sul livello del mare da cui si può ammirare un ampio panorama che spazia sulle vallate e sulle colline circostanti e sulla catena dei monti Sibillini.
Colmurano è zona archeologica di grande importanza, infatti sono stati rinvenuti reperti archeologici che risalgono al paleo­litico. Dopo il rigoglio preistorico di cui è testimonianza la vasta necropoli con le tombe " a damigiana ", che dalla som­mità della collina discende a valle, sopraggiunge un lunghissi­mo intervallo avvolto nel mistero, fino alla conquista da partc di Roma, con la sua potenza e la sua civiltà. Nel medioevo, Colmurano divenne un borgo fortificato e fu prima feudo della famiglia Gualtieri, quindi passò sotto il dominio di Tolentino che ne eleggeva i priori ed il Podestà, riuscendo comunque a mantenere una certa libertà, di cui è prova l'esistenza degli Statuti, contenenti le norme che regolavano la vita del piccolo comune. Colmurano riacquistò la propria autonomia agli inizi del secolo XIX.

 

CULTURA

Da Visitare:

Museo della Memoria
Il museo, inaugurato nel maggio del 2005, è intitolato al pittore, illustratore e caricaturista, Lorenzo Contratti (alias Renzo C. Ventura), nativo di Colmurano, di cui raccoglie le opere. Artista geniale, ma segnato da una infermità mentale che lo condusse anche ad un ricovero al manicomio di Mombello nel 1923, Lorenzo Contratti, dopo il suo trasferimento dalle Marche a Milano, cominciò a firmare i suoi lavori usando come pseudonimo il cognome della madre, Maria Ventura. La produzione artistica del pittore, in bilico tra Secessione e Déco, è caratterizzata da un segno estenuato ed elegante, pervaso di esplicita ascendenza modiglianesca, col quale egli è in grado anche di interpretare il drammatico tema della Grande Guerra. Al massimo della sua notorietà, nel 1919, illustra Le adolescenti di Mario Mariani, romanzo-scandalo che fece epoca per un processo che, insieme all'autore e all'editore Bianchi, vide Ventura condannato per il reato di oltraggio al pudore.

Chiesa della Santissima Annunziata
La chiesa della Santissima Annunziata è un'aula quadrangolare con tre altari: il maggiore dedicato all'Annunziata, quelli late­rali dedicati uno alla Natività di Gesù e 1'altro alla Croce. Del maggiore è rimasta solo 1'inquadratura della tela del '700, di autore ignoto, che rappresenta il mistero cui è dedicato e che è appoggiata su un basamento in muratura che un tempo doveva far corpo con 1'altare; i due laterali conservano invece le forme dell'epoca nella quale furono costruiti.
Le architetture che formano la cornice della tela dell'altare maggiore e della nicchia di quello laterale destro sono opere seicentesche con ancora presenti elementi decorativi di gusto cinquecentesco, mentre 1'altare laterale sinistro presenta un'ab­side che si apre a forma di trittico semiaperto, in cui si può ammirare uno stupendo affresco del 1560, attribuito a Giovanni Andrea De Magistris. La particolarità della facciata consiste in quattro scodelle di maiolica colorata a vivaci tinte forti, "incastonate" a forma di croce nel timpano, ai lati delle quali, scendendo, vi sono altre due scodelle per porta. Al cen­tro di questa struttura c'e il portale che, col suo succedersi di arcate che avanzano verso la strada, forma una specie di pro­nao.

Convento di Monte Nereto
L'antico convento francescano di Monte Nereto sorge sopra un poggio tra due torrenti, dove i Romani attingevano 1'acqua per 1'acquedotto di Urbisaglia. Si può ritenere che i frati, che ini­zialmente vivevano al riparo di capanni o di tuguri, col passare degli anni si siano costruiti un vero e proprio convento, con 1'aiuto dei benefattori, così come risulta da un documento del 1252. Difatti risale certamente a questo periodo la costruzione del chiostro, dall'aspetto solido ed elegante insieme. La chiesa del convento era originariamente dedicata a San Pietro e la successiva erezione di un altare della Madonna di Loreto, con la relativa effigie, ha mutato la denominazione non solo della chiesa, ma di tutta la contrada che oggi si chiama di Monte Loreto. I frati Minori Conventuali tennero il convento di San Pietro di Monte Nereto, ospizio di più religiosi, sino alla fine del 1631, quando venne chiuso.



 

 

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