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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Nome antico:

Patrono:
San Bernardino - 20 maggio

Altezza:
235 m.s.l.m.


Vista del Paese

Cartoceto

La  sua storia si perde nella notte dei tempi e ne fanno fede sporadici ritrovamenti archeologici (un'iscrizione romana oggi ad Urbino fu trovata presso l'antica Pieve) che si vorrebbe avvallassero l'antica leggenda di un gruppo di Cartaginesi scampati alla battaglia del Metauro (anno 207 a.C.) e rifugiatisi sulle pendici un tempo boscose delle colline circostanti. Notevole incremento subì comunque il primo nucleo abitato durante il periodo delle invasioni barbariche, quando si ebbe lo spopolamento dei centri vallivi e le popolazioni trovarono rifugio sulle alture, entro le mura turrite dei vari paesi-castello. I documenti ci dicono che anche Cartoceto ebbe nel 1351 una ben munita rocca, voluta da Galeotto I Malatesta con il benestare del conte Astorgio di Duraforte e affidata da allora ad un capitano con giurisdizione anche sui vicini castelli di Ripalta e Montegiano. Sorgeva tale rocca nella parte alta del paese e per oltre due secoli fu uno dei capisaldi difensivi del territorio di Fano.

La chiesa Collegiata (Santa Maria della Misericordia), portata a termine nel 1835 su disegno degli architetti fanesi Cesare e Giuseppe Selvelli in sostituzione dell'antica chiesa omonima che sorgeva però nella parte bassa del paese sotto le mura castellane, nello spigolo della piazza, era stata consacrata come ricorda un'iscrizione a caratteri gotici ancora esistente - nel maggio del 1404. Da tale chiesa proviene l'interessante tela cinquecentesca (oggi trasferita nella nuova chiesa) raffigurante la «Madonna in trono con il Bambino, Angeli e Santi», opera del fanese Bartolomeo Morganti.
Presso la nuova Collegiata è anche l'affresco della «Madonna con Bambino e Angeli» (Madonna delle Grazie), opera di autore ignoto (secolo XV), qui trasferita nel 1887 da un'edicoletta rustica che si trovava fuori del paese da tempo, oggetto di fervida devozione popolare e meta di annuali pellegrinaggi nella festività dell'8 settembre. Sulla piazza che si apre ai piedi della cinta murata prospetta il piccolo fabbricato di quello che fu il vecchio palazzo Comunale (sede oggi della Pro Loco e della biblioteca “A. Ciscato”), adattato all'interno di una costruzione trecentesca.
Sugli spalti di nord-est è l'ingresso all'ottocentesco Teatro del Trion­fo, attualmente in corso di restauro, con graziosa sala a tre ordini di pal­chetti ed un artistico sipario dipinto da Romolo Liverani.

 

 
 

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