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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Nome antico:

Patrono:
SAN MEDARDO – 8 GIUGNO

Altezza:
535 m.s.l.m.


Vista del Paese

Arcevia

Le origini di Arcevia risalgono nell'accezione più accreditata all'epoca delle invasioni dei Galli Senoni, fondatori di Senigallia. Ingrandita e fortificata da Pipino re dei Franchi, Arcevia fu successivamente donata da Carlo Magno alla Chiesa. La sua posizione ne fece la «chiave» nel medioevo di tre regioni: Marca, Umbria e Ducato di Urbino. Nel XIII secolo erano circa una quarantina i castelli che sottostavano alle sue leggi. Nel 1816, Pio VII confermò ad Arcevia il titolo di “città”, conferitole solennemente da Clemente IV nel 1266. Arcevia affianca ad una tradizione di roccaforte inespugnabile, anche quella culturale e artistica. In ogni epoca ospitò filosofi e umanisti, ma soprattutto nel Rinascimento fu teatro attivo delle opere di pittori e lettera

Il nucleo di Arcevia conserva tuttora l'originaria impostazione medievale, dalla quale trae l'aspetto austero che ne giustifica l'antica denominazione di Rocca Contrada. La chiesa di San Medardo, ricostruita nel XVII secolo su disegno del pisano Michele Buti, ospita al suo interno un coro ligneo gotico incompiuto di Corrado Teutonico, oltre ad una serie di opere di autori mar­chigiani.
La chiesa di San Francesco, col suo splendido portale in stile romanico, annette un chiostro del Quattrocento.
Dello stesso periodo è Santa Maria, una chiesa costruita dagli Agostiniani che vale la pena visitare.
Le quattro porte castellane lungo i resti della cinta di mura e il palazzo Comunale sono le testimonianze più significative dell'edilizia civile arceviese.

 

 
 

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